Postato alle 20:19 di lunedì, 23 febbraio 2009

IL MIO BLOG SI è TRASFERITO  E ASSORBITO DA QUESTO INDIRIZZO:

http://esseredonneinitalia.womanblog.com/

 

QUELLO CHE VENIVA PUBBLICATO QUI SARà PUBBLICATO NEL NUOVO BLOG.




SALUTI FEMMINISTI A TUTTE/I

 

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Postato alle 17:03 di venerdì, 30 gennaio 2009

Presentata unitariamente dalle consigliere comunali Cirinnà, Mennuni e Zuni e dalla consigliera aggiunta Kuzyk è stata approvata dal Consiglio Comunale di Roma nella seduta di giovedì 29 gennaio, all’unanimità,  la Delibera che impegna il comune di Roma a costituirsi parte civile a fianco delle vittime di violenza. Da oggi in poi chi commette un reato di violenza contro le donne a Roma deve sapere che avrà contro l’intera comunità cittadina. L’appassionata presentazione del provvedimento fatta da Monica Cirinnà ha sottolineato la scarsa presenza delle donne nell’aula Giulio Cesare, una delle più basse mai viste nel consiglio comunale di Roma e dunque l’importanza per i consiglieri presenti di assumersi la rappresentanza di tutte e tutti. Qui ci sono quattro donne e 60 uomini  e questo è un deficit di rappresentanza ha affermato Monica Cirinnà, invitando i consiglieri comunali ad assumere consapevolmente la responsabilità nei confronti della cittadinanza per evitare che laddove “c’è un deficit di rappresentanza si manifesti anche un deficit di democrazia”.

Da questa delibera , ha proseguito, deve nascere un senso di rivolta di voi  uomini, contro la leggerezza con la quale è stato trattato questo reato. Nella discussione che ha preceduto la votazione sono stati affrontati i temi riguardanti la creazione di nuovi centri antiviolenza, dell’illuminazione cittadina  del rifinanziamento del servizio H24 - un numero di telefono sempre attivo al quale rivolgersi per ogni tipo di violenza soprattutto fra le mura domestiche- l’attenzione alla formazione, ed alle scuole, dove come ha sottolineato la consigliera Zuni assistiamo a “sempre più frequenti atti di bullismo”. In apertura di seduta la consigliera Mennuni, delegata alle pari opportunità dal sindaco Alemanno, ha  ricapitolato la genesi della delibera che nasce “grazie ad una sentenza della Cassazione che ha sancito il diritto soggettivo del Comune di Roma a costituirsi parte civile nei casi di violenza contro le donne”. Il Comune di Roma in questi ultimi 15 anni ha operato ripetutamente a favore delle donne, realizzato centri antiviolenza, centri di assistenza alle vittime di tratta, e la Casa Internazionale delle Donne, voluta e nata grazie alle associazioni femministe e femminili di Roma.

La consigliera Kuzyk chiudendo gli interventi delle consigliere, ha chiesto “l’istituzione di un tavolo permanente antiviolenza a livello centrale”, attorno al quale dovranno trovar posto tutti gli enti ed istituzioni che intervengono contro la violenza. Significativi dati nazionali sono stati presentati da un consigliere della maggioranza che ha riportato i numeri forniti dai servizi di polizia relativi a primi nove mesi del 2008. 110 omicidi di donne , 292 tentati omicidi; 18.850 casi di lesioni; 28.709 casi di minacce; 5.721 casi di percosse; 3.089 casi di violenza sessuale. Il sindaco Alemanno, ha chiuso il dibattito in Consiglio con un atto di accusa nei confronti della sottocultura che continua a vedere le donne come oggetto, e di riscatto delle donne, soprattutto in ambito familiare, dalla cultura della violenza. Una delibera analoga è stata presentata dalle consigliere Provinciali. Anche le donne dei 120 comuni della provincia di Roma potranno contare sulla costituzione a loro fianco delle istituzioni. Il provvedimento sarà votato dalla Provincia di Roma, nella prossima seduta.

http://www.power-gender.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1495&Itemid=10

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Categorie del post: italia, violenza di genere Grazie per i vostri commenti|commenti (2)
Postato alle 18:01 di martedì, 27 gennaio 2009

La violenza che si fa e non si diceLe dichiarazioni di Berlusconi sui recenti casi di stupro portano allo scoperto un pensiero "da bar" che domina la nostra società, cioè l'attribuzione alle donne della provocazione sessuale come motore dell'aggressione fisica. Un modo per rimuovere il fatto che questa stessa ha come protagonisti gli uomini, che si preferisce deresponsabilizzare per stornare l'attenzione su sicurezza e immigrazione, falsando a proprio comodo la realtà

Tutti quelli che si sono affrettati a commentare con sdegno l'uscita di Berlusconi su stupri e misure di sicurezza - "ci vorrebbero tanti soldati quante sono le belle donne italiane"- sembrano dimenticare o far finta di non sapere che in questa, come in altre volgari, irresponsabili "battute" del presidente del Consiglio, si esprime quel sentire comune, largamente diffuso, quanto meno tra gli italiani (e sicuramente anche tante italiane), che gli ha creato finora un indiscusso -e altrimenti inspiegabile- consenso.

La sua sfrontatezza e impunità è evidentemente liberatoria per tutto ciò che si pensa, si fa, e ipocritamente non si dice. Bisogna allora riconoscergli, in questo caso, il "merito" di aver portato allo scoperto, col suo "maschilismo da bar" -l'attribuzione alle donne della provocazione sessuale- l'aspetto più evidente e paradossalmente più rimosso dell'aggressione che ha per oggetto il corpo femminile, e cioè che la violenza è fatta da uomini, in quanto tali, per cui ogni tentativo di stornarla su problemi di sicurezza e immigrazione, è vergognosamente falso.

Se ci indigna che esca dalla bocca di una delle più alte cariche delle Stato il pregiudizio antico su cui ancora si regge il dominio maschile -che le donne sono o "madri" o "puttane"-, non di meno dovrebbe risultarci intollerabile l'arroganza ipocrita di parlare d'altro, di mascherare una verità che è sotto gli occhi di tutti, dimostrata dell'intera classe politica di questo paese, dei suoi organi di informazione, dei suoi ceti intellettuali, dei suoi professionisti della cultura, nonostante per altro siano stati resi pubblici ormai da anni dati numericamente impressionanti sulla violenza domestica (che si tratti di stupri, omicidi o maltrattamenti) e nonostante le manifestazioni, gli scritti, le prese di posizione di gran parte del femminismo italiano.

Tor di Quinto non ha insegnato nulla, la parola "sessismo" non entra nel lessico politico né della destra né della sinistra, del maschio che aggredisce, stupra e uccide, non è il sesso che conta ma l'appartenenza etnica, la patologia, lo statuto della trasgressione o della delinquenza. Si spinge l'attenzione pubblica a tener fermo lo sguardo su strade, città, campagne, ad accanirsi inutilmente su opzioni sicuritarie di cui si sa già l'inefficienza, perché a nessuno venga in mente di farsi le domande più razionali e più semplici: perché gli uomini uccidono? Perché il luogo primo della violenza maschile, anche di quella che si manifesta all'esterno delle mura domestiche, è la famiglia? Quanto conta l'ambigua "potenza" e "seduzione" che viene attribuita ai corpi femminili che partoriscono, alimentano, curano figli, mariti, fratelli, nel perdurare di una "virilità" confusa col potere, col controllo, o con l'aggressione? Quanto contribuisce a mantenere l'ignoranza del rapporto tra i sessi una scuola che ignora corpi, sentimenti, pulsioni, sogni e incubi ereditati dall'infanzia, dai primi rapporti col mondo adulto, con la cultura dominante?

I movimenti che quarant'anni fa hanno provato ad avviare processi formativi e pratiche di una politica capace di "andare alle radici dell'umano", partendo dalla famiglia e dagli asili, sono stati cancellati persino dalla memoria della sinistra, moderata e "rivoluzionaria", e non c'è da meravigliarsi che sia oggi la maggioranza al governo a ricordarsene e a tentare di eliminarne persino le tracce.

Il fatto che Berlusconi abbia associato lo stupro alla bellezza, ben sapendo che purtroppo la violenza sessista non ha queste premeditazioni estetiche, è un lapsus a cui si può dare una spiegazione. La cultura di massa, volgare e sbracata come le sue esternazioni, passa attraverso uno schermo televisivo che elargisce anatomie femminili in abbondanza e a ritmo continuo, corpi esposti, offerti, sia pure virtualmente. Offerti a che cosa? Al desiderio maschile, all'invidia femminile, all'imitazione o anche, perché no, al possesso violento, a odi nascosti, inconsapevoli, di quelli che vediamo "normalmente" come teneri figli, padri, amanti, mariti?

Alcuni giorni fa, non ricordo più su quale delle reti di Mediaset, in un grazioso salottino di composte signore e signori si giocava a uno strano indovinello: su uno schermo passavano culi, tette e labbra e i presenti dovevano indovinare a chi appartenevano. Per essere riconosciuti si dava per scontato che questi frammenti anatomici fossero stati più volte esposti, sottolineati dallo stesso sguardo voyeuristico come parti per l'intero. Perché un bambino, bersagliato da corpi femminile ammiccanti non dovrebbe crescere con l'idea che le donne sono essenzialmente corpo e non persone, oggetti da comprare, consumare come le merci con cui vengono identificate? La barbarie del violentatore, dell'assassino di donne, è la stessa che le ha espulse dalla vita pubblica, che ancora le tiene lontane dai luoghi in cui si pensa, si discute e si decide sulla comune convivenza, che le vuole madri o seduttrici o comunque subalterne al sapere e ai linguaggi dell'unico sesso che si è fatto protagonista della storia.

L'emancipazione femminile purtroppo oggi parla quasi esclusivamente al "neutro", attenta a quelle "oscure carriere" di cui già si rammaricava Virginia Woolf all'inizio del ‘900, o costretta, quando ha opinioni proprie, a sopportarne la marginalità, l'insignificanza pubblica.
Conforta il pensiero che il movimento delle donne, sempre dato per morto, continuerà ad avere sussulti, irruzioni improvvise, finchè il sessismo non sarà riconosciuto come tale.

Da Aprileinfo

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Categorie del post: stupro, violenza sessuale, violenza sulle donne, vergogne italiane Grazie per i vostri commenti|commenti
Postato alle 18:18 di lunedì, 26 gennaio 2009
untitled-9.jpg picture by kikkazz

Quando dico che c'è un legame diretto tra l'aumentare degli stupri e chi li alimenta con battute sessiste che non sono li banalizzano e ci ridono sopra ma sono anche aggettivi che nascondono la colpevolizzazione della donna in relazione alla sua avvenenza sommato al rafforzamento della visione di oggetto sessuale che poi è la principale causa dello stupro.

Più invecchiano e più rincoglioniscono,
Berlusconi nè è un esempio con la sua solita raffica di gaffes fascio-sessiste.

Ci vogliono tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane.  

Questa frase contiene un binomio nascosto di colpevolizzazione delle donne, oggettificazione delle stesse e il "ragazze italiane" implica non solo il menefreghismo verso la tutela alle donne straniere che sono sempre più vittime di violenza, la visione dello stupratore come se fosse un latin lover anzichè un criminle che apprezza la bellezza femminile ma anche colpevolizazione verso lo straniero e il silenzio attorno a tutti quelle violenze compiute dagli italiani sopratutto tra le mura domestiche e quel senso di proprietà che ci  lega  a queste incoraggiato da tutte le istituzioni. 

Per berlusconi imbambolato dalla merdaset l'essere belle nel nostro paese consiste nell'unico bene femminile riconosciuto dal'italia che non va sprecato, quindi si cerca di darle dei pseudo diritti  aumentando i soldatini in strada, come ha detto lui, il numero che basta per proteggere tutte le belle del nostro paese, lasciando le brutte nelle mani degli stupratori perchè secndo la loro visione patiarcale proprietaristica dei nostri corpi se le disonorano, tanto non se le fila nessuno comunque e non appartendo a nessuno e siccome nella visione berlusconiana non se le fila nessuno desiderano essere stuprate. O che nella mente malata di quel premier imbambolato da una tv dove a differenza di fuori, hanno permesso di soggiorno solo le belle donne, dove denudarsi non ti fa rischiare la multa o il carcere, dove prostituirsi non è un reato, dove l'immigrazione non è mal vista purchè sia femminile e di bella gnocca, penserà che solo le donne belle sono esposte al rischio stupri e possibilmente si farà di tutto per tenerle "al sicuro" in casa, perchè gli stupratori non vedendo piu' belle donne nelle strade gli passa la voglia e si risolvono gli stupri. E si realizza il sogno di tutte le famiglie italiane e della nostra politica: lo stupro delle nostre belle donne  deve avvenire solo in casa dove distribuiranno le licenze a mariti padri e fidanzati eccetera e se queste donnine non adempiono al ruolo imposto finisce che viene legalizzato anche il femminicidio.

Quindi le sue soluzioni per ogni donna facendo distinzione sarebbe a quanto pare:
  1. -per le belle ragazze italiane un militare 
  2. -per le migranti gli stupratori così anche per le donne brutte solo che il nano non è entrato nell'ottica che sono anche loro esposte alla violenza
  3. -per le precarie un matrimonio con un miliardario 
  4. magari pure violento
  5. -per le sexworkers un poliziotto che le arresta
  6. -per le prostitute vittime di tratta in casa con un magnaccia
Notate che tutti i quattro punti mostrano quanto noi donne siao affidate da parte del governo per forza ad un individuo maschile violento o presunto protettore sia. Insomma non abbiamo proprio scampo da questo vizietto di farci vivere in funzione maschile anche quandocrete categorie non sono gradite.

Ironia a parte, la cosa mi ha scandalizzata molto perchè è uscita dalla bocca di un capo di stato che dovrebbe sentirsi responsabile di quello che accade in un Paese e del suo tracollo culturale, oltre ad avermi scandalizzata la proposta imbarazzante di utilizzare i soldati nelle città come fossimo in guerra sembra quasi una beffa a tutte le donne stuprate dai soldati pratica regolarissima in guerra, inoltre si parla di sicurezza e soldatini mentre pochi giorni fa uno stupratore di capodanno è stato definito un bravo ragazzo e non un criminale e salvato dalla sua nazionalità e dalla classe sociale della sua famiglia e in seguito praticamente scarcerato.


A
proposito Berlusconi lo cita pure con un altra grave affermazione mentre commentava la notizia della concessione degli arresti domiciliari al ragazzo responsabile dello stupro di
Capodanno a Roma. "Non sono abituato a dare giudizi, è compito del ministro della Giustizia".
Mentre è più portato a quanto pare a sparare giudizi sessisti contro le donne e a sparare commenti carichi di xenofobia.
Sinceramente io continuo ad accusare l'aumento delle violenze a nostri danni è dovuto ad una classe politica che se ne frega, che ci considera cittadine di serie b e proprietà sulla quale se lo stupro è per opera di un italiano possibilmente famigliare è più tollerato.

Questo risolvere tutto con la sicurezza mentre il problema sta nella cultura e lo dimostrano le parole soprastanti di Berlusconi che con le sue battutine di poca classe si sta prendendo gioco di tutti quegli abusi consumati pefino in casa.
Un altra sparata a volete sentire?

“Sono fatti che non si possono imputare alla sicurezza perchè in campagna nessuno può prevedere cose del genere”. E comunque, fa notare il cavaliere, “i reati sono calati”.

Ha un metro per constatare se i reati contro le donne sono calati?
Io direi che è calato il rispetto per le donne anche da parte della politica e il senso
 
giustizia che va contro le vittime.

Chiediamolo a tutte quelle donne che soffrono in silenzio e non hanno il coraggio di denunciare solo perchè vivono in un contesto dove se lo fa può solo vedersi negata giustizia e puntare tutti il dito contro la propria moralità sessuale della quale questo è un grande scandalo già quando questo atteggiamento viene usato quando il rapporto è consensuale perchè può solo negare la sua libertà individuale figuriamoci se si parla di stupro . Chiediamolo a tutte quelle donne che muoino tra le mura domestiche e che nessuno si accorgerà di questo fenomeno, nonostante i dati sono spaventosi.

Anche noi ci scherzeremo su, come no. Quando ogni giorno guarderemo il telegiornale e vediamo che le nostre sorelle continuano ad essere uccise, picchiate e stuprate e temiamo che possa capitare un giorno pure a noi, noi che ci immedesimiamo per solidarietà, quando leggiamo aggiungersi vittime alle statistiche mentre il suo splendido governo fa di tutto per esporci alla violenza aumentando precarietà, tagliando i fondi, mentre c'è chi spreca parole per contrastare queste barbarie e chi farà giri di parole per sviare il problema, chi accontenta le pretese di maschi della nostra famiglia che si sentivano discriminati solo perchè noi povere nullafacenti fannullone andiamo in pensione prima di loro senza chiedersi perchè quando andavano a lavorare avevano camicie stirate e pranzi preparati, che perseguita le donne e le sue scelte facendoci rappresentare da una ministra delle pari opportunità che alimenta quel sessismo che ci vede oggetti e che è complice degli stupri oltre le battute che continuamente usa un premier.


Berlusconi finisce in bellezza. Il suo discorso quanto sessismo non fa una piega. Secondo lui gli stupri possono anche capitare. Della serie è permesso se capitano, anche se in realtà capitano troppo spesso, come se fosse un problema legato ad un caso fortuito piuttosto che alla nostra cultura. E noi donne nulla possiamo fare per evitarli tanto che nessuno vuole rappresentarci per farci prendere parola o meglio per farci sentire meno subordinate e deboli da alimenare la cutura dello stupro.

incollo un comunicato:

lunedì 26 gennaio 2009
ore 9.00   
Roma - Via Andersen - capolinea 916 - Quartaccio
 

VOGLIAMO DIRE BASTA!


ALLA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE CHE PARLA UNA SOLA LINGUA ED E’ DI UNA SOLA NAZIONE, QUELLA DELLA CULTURA PATRIARCALE

AD UNA POLITICA SULLA SICUREZZA CHE MANDA L’ESERCITO PER LE FOTO DEI TURISTI ALLE STAZIONI DELLA METRO E LASCIA AL BUIO LE PERIFERIE

AL PROGRESSIVO ABBANDONO DELLA PERIFERIA URBANA CONSEGUENZA ANCHE DEL NON COMPLETAMENTO DEI PIANI DI ZONA, DEI TAGLI AI PROGETTI SOCIALI E SUI CONTRATTI DI QUARTIERE

VOGLIAMO MANIFESTARE PACIFICAMENTE LA NOSTRA INDIGNAZIONE LUNEDI’ 26 GENNAIO ALLE ORE 19 CON UNA FIACCOLATA AL CAPOLINEA DEL 916 IN VIA ANDERSEN

PROMUOVONO:
LE CITTADINE E I CITTADINI DEL QUARTACCIO, ASSOCIAZIONE VIVERE AL QUARTACCIO, COMITATO DI QUARTIERE TORRESINA, ARCA,RETE PER LA PARTECIPAZIONE
(
www.partecipazioe.ning.com) GIS MARAMEO ONLUS

ADERISCONO:
CIRCOLO MARINA ROSSANDA DI QUARTACCIO, ASSOCIAZIONE RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA, SINISTRA DEMOCRATICA PRIMAVALLE, SINISTRA DEMOCRATICA BALDUINA, CIRCOLO “G.PULETTI” PRIMAVALLE

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Postato alle 18:15 di lunedì, 26 gennaio 2009

Fonte: Mujeres Libres

Ancora una volta sul corpo delle donne si svolge la bieca battaglia maschilista per il potere.

Ancora una volta questi parassiti sessuali utilizzano  la paura gettata a manciate come mais ai piccioni dai media, per assoggettare ai propri scopi i nostri corpi.

E dire che gli stupri, avvengono davvero ed in tutto il mondo. Ma in tutto il mondo sono solo la punta di un iceberg, quello della cultura partriarcale.

Un solo nome e nessuna razza.

In Francia una donna ogni 4 giorni muore a seguito delle percosse da parte del partner;

l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che almeno il 70% delle donne vittime di omicidi  sono state uccise dal loro partner maschile;

secondo una stima del governo russo 14.000 donne vengono uccise ogni anno dai loro partner;

in media 2 donne a settimana vengono uccise dai loro partners attuali o passati in Gran Bretagna;

in Spagna 7 delle 72 donne assassinate in un anno dai loro partner abituali, erano sotto misure di protezione.

Questi dati solo per rimanere qui vicino a noi e non guardare per esempio, il Guatemala che solo ad aprile dello scorso anno è riuscito a legiferare contro il femminicidio per cui è noto

Tutto ciò ci dice due cose:

che bisognerebbe preoccuparsi in modo serio di questa efferatezza del genere maschile, su quello femminile e che quell'efferatezza riguarda l'ambito conosciuto e famigliare.  

Lo stupro da sconosciuti, quello nelle campagne, dei vicoli bui,  è usato a livello mediatico, solo quando si vuole fare odience politico.

Non che non esista, certo che no. E' costante, purtroppo, ma sale alla ribalta solo quando serve.

Quando non lo vedete sui giornali, accade lo stesso....   

Il comune di Roma continua a dire di volersi costituire parte civile, ma poi non lo fa...   e si ipotizza di spiegare eserciti, maschi, con bandiere razziste

Tutte a casa, donne!

Questa sarà la soluzione  che sarete ‘'gentilmente'' invitate ad adottare.

Come le cimici*,  i nostri politici.

 24/01/2009 Mujeres  Libres

* Fra i comportamenti sessuali violenti obbligati riscontrabili nelle specie animali inferiori il più emblematico è senz'altro il seguente: «...Il maschio della cimice possiede un formidabile pene, lungo ed affilato come una spada, che usa in modo del tutto perverso in quanto lo infila traumaticamente nell'addome della femmina, perforandone la parete, per poter espletare la cosiddetta "copulazione traumatica". Con tale metodo i maschi della cimice "Xilocaris maculipenis" stuprano altri maschi, inseminandoli coattivamente, in modo che gli spermatozoi iniettati raggiungono il "canale deferente" (o "condotto spermatico") della vittima, per cui ne deriva che, se lo "stuprato", a sua volta, compie la "copulazione traumatica" con una femmina la insemina, inevitabilmente, anche con gli spermatozoi dello "stupratore" realizzando la cosiddetta "inseminazione per procura"...»

L'ipotesi patogenetica più accreditata considera lo "stupro" in ambito umano  come un'"anomalia biosociale multifattoriale". Prima di leggerla,  si rammentano i numeri della violenza pubblicati nel 2007 dall'Istat.  

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