Postato alle 15:06 di venerdì, 13 giugno 2008

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Mara Carfagna continua a sparare cazzate e dirci che la famiglia è il luogo dove le donne non devono avere paura perchè è un luogo pieno di amore. Così giustifica il taglio dei fondi. Ma aprendo un giornale non mi sembra affatto così:
Una donna accoltellata a bergamo dal suo convivente; Una donna di 77 anni uccisa a Venezia da suo marito;  Un altra  uccisa in Brianza, poi avvolta in un telo di plastica, sciolta dall'acido e murata nel sottotetto dal convivente; un'altra ancora è stata uccisa a La Spezia dal marito (essendo rumeno la stampa ha voluto approfondire l'argomento). Questi non sono certo gli unici casi .

Devo approfondire che sono tanti gli italiani che picchiano e uccidono donne straniere, perchè queste importate da paesi dove le donne sono sottomesse, quindi facilmente private del lavoro così non scappano dai maltrattamenti. (leggete qui)

Per l'omicidio di Barbara Cicioni, con la seconda udienza che si terrà a Perugia il 19 giugno. Il 14 giugno  di violenza si parlerà durante la due giorni bolognese. La notte saremo a Bologna a manifestare in gemellaggio con l'iniziativa di Parigi e con quella organizzata anche a Bari:
 
TESSERE-RETE DELLE DONNE DI BARI

In gemellaggio simbolico con le donne, le femministe, le lesbiche di Parigi e di Bologna

Promuove

SABATO 14 GIUGNO, dalle ore 20

A Bari, nello spiazzo antistante il Fortino Sant'Antonio ( Via Venezia)

il Presidio

CAMMINIAMO INSIEME LA NOTTE
MARCHE DE NUIT DES FEMMES 2008


La paura alimentata della notte fa ombra alle violenze del giorno: NO, le violenze non hanno orario e sono ovunque: nelle case, per strada, al lavoro. Quando usciamo di notte siamo considerate a disposizione degli uomini. Lo spazio pubblico (metro-autobus, parchi, bar, strade) cosiddetto neutro, è ricoperto di immagini di donne «accessibili», che banalizzano una cultura dello stupro.

Noi vogliamo essere libere di uscire di giorno come di notte. Siamo autonome e responsabili!

Manifesteremo contro tutte le violenze che attraversano lo spazio pubblico e quello privato della famiglia. Manifesteremo contro la paura e il senso di colpa inculcato dalla cultura e dall'educazione.
Manifesteremo per denunciare le violenze, gli stupri e gli assassini e per ricordare che le aggressioni maschili sono la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne di tutto il mondo.

La violenza degli uomini contro le ragazze, le donne e le lesbiche non conosce classe, né etnia, né cultura, né religione, né appartenenza politica, in Italia come altrove.

Rifiutiamo la strumentalizzazione di queste violenze da parte del potere pubblico e politico a fini razzisti e di controllo sociale, in nome della sicurezza delle città (videosorveglianza, controlli polizieschi per il solo colore della pelle, retate, reato di adescamento...). Denunciamo la repressione poliziesca e le leggi di esclusione che rendono le donne precarie ancora più vulnerabili alle violenze maschili. Ci riprendiamo lo spazio pubblico attraverso una pratica collettiva e autodeterminata, senza bandiere né partiti.

Denunciamo le violenze specifiche sulle lesbiche per il solo fatto che si amano, affermano la loro esistenza, si riappropriano degli spazi, sfuggono al controllo degli uomini. Siamo forti, fiere, siamo solidali e arrabbiate. Prendiamoci la strada e la parola per affermare come ragazze, donne, lesbiche e femministe, la libertà di decidere per noi ovunque e sempre!

Vi invitiamo a Camminare insieme di notte!

Tessere-Rete delle donne di Bari

COMUNICATO STAMPA

"Tessere, rete delle donne di Bari", promuove per Sabato 14 giugno, dalle 0re 20, presso lo spazio antistante il Fortino Sant'Antonio, in Via Venezia la manifestazione

Camminiamo insieme la notte

Oltre la cronaca, la violenza contro le donne è politica

"Tessere" nasce per  consolidare e dare visibilità alla rete di singole e di associazioni di donne presenti sul territorio, "Centro di documentazione e cultura delle donne di Bari",  "Lottononsoloamarzo", "Aracne", Desiderandae, Lilith 194, Arcilesbica.

Abbiamo scelto per la nostra prima iniziativa di gemellarci simbolicamente con un'altra rete: nello stesso giorno, infatti, a Parigi e a Bologna si terranno presidi e manifestazioni di donne, femministe e lesbiche, con la volontà di occupare gli spazi delle città proprio nelle ore in cui la paura  e l'insicurezza di molte donne sono più acute.

Quando camminiamo di notte siamo abituate a guardarci alle spalle, ad affrettare il passo, a progettare strategie di fuga, ma la paura della notte rischia di fare ombra alle violenza del giorno: lo sterminio delle donne non conosce orari, né confini geografici, né connotazioni etniche, ed è ancora la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo.

Nella maggior parte dei casi l'assassino, il violentatore non hanno bisogno di forzare la porta di casa, hanno le chiavi. La violenza domestica, come quella extradomestica per noi  vanno lette come una questione politica improrogabile, su cui intendiamo esprimere le nostre voci, con forza ed autorevolezza.

Rifiutiamo la strumentalizzazione di queste violenze da parte del potere pubblico e politico a fini razzisti e di controllo sociale, in nome della sicurezza delle città (videosorveglianza, controlli polizieschi per il solo colore della pelle, retate, reato di adescamento...).

Quello che ci interessa è promuovere un'analisi trasversale sulla connessione tra tutte le forme di discriminazione e di violenza sulle donne e sulle lesbiche, spostando l 'attenzione, il dibattito e la scelta di strumenti di contrasto verso il sistema di fondo che le favorisce ed alimenta. Quello stesso sistema per cui vengono rappresentati in modo strumentalmente diverso le violenze contro le donne commesse da uomini di altre etnie piuttosto che dai "buoni padri di famiglia". Quello stesso sistema che ci preferisce "vittime da tutelare" piuttosto che cittadine da rispettare.

Vogliamo ricordare a tutte/i che il primo regalo alle donne del nuovo governo Berlusconi è stato il taglio ai già esigui finanziamenti ai Centri Antiviolenza e di sostegno alle donne, i cui fondi verranno utilizzati per coprire le mancate entrate dell'ICI.

Per tutto questo, prendiamo parola, e prendiamo la strada, collettivamente, insieme a tutte quelle/i che vorranno unirsi  a noi.

Tessere-rete delle donne di Bari
Bari, 10 giugno 2008

per adesioni:  tesserebari@libero.it

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