Le donne delle comunità emarginate del Brasile lottano per vivere e per ottenere giustizia, su uno sfondo di violenza criminale e abusi perpetrati della polizia, di discriminazione e di abbandono da parte dello stato.
Le città brasiliane sono da tempo afflitte da elevati livelli di violenza sia da parte di gang criminali che della polizia. In alcuni dei quartieri più poveri i servizi pubblici sono scarsi o inesistenti e la situazione è aggravata da un costante senso di insicurezza e di violenza incombente. Le bande del narcotraffico hanno riempito il vuoto lasciato dallo stato, organizzandosi in fazioni rivali per il controllo delle favelas. Il governo ha risposto attraverso un'indiscriminata repressione che colpisce non solo i criminali, ma intere comunità delle favelas.
Nei quartieri privi di servizi e divisi dalla delinquenza, le donne affrontano una lotta quotidiana per la sopravvivenza. L'impatto della violenza sulla vita delle donne è sempre stata ignorata, mentre presenta effetti gravi e diretti. Le donne sono lasciate a "raccogliere i pezzi" dopo la morte violenta di un familiare, e minacciate se cercano di ottenere giustizia; sono state usate e hanno subito abusi da parte dei trafficanti di droga, mentre le autorità non hanno rispetto per loro; in carcere e nei commissariati hanno subito maltrattamenti e violenze, anche sessuali.
Ci sono sempre più donne che vivono da sole o che sono a capo di famiglie dove i mariti sono morti o sono in carcere: per loro il pericolo di essere vittime di violenza è sempre più alto. La cura dei figli rappresenta una grande preoccupazione: molte donne lavorano in occupazioni precarie e mal pagate, lontano da casa, spesso come lavoratrici domestiche. I posti negli asili sono pochi e, anche se alcune possono contare sull'aiuto di familiari o amici per la cura dei figli, altre sono obbligate a lasciarli chiusi in casa mentre sono fuori a lavorare, per paura che siano reclutati da bande di narcotrafficanti o restino feriti in sparatorie.
Amnesty International esprime preoccupazione in riferimento ai seguenti aspetti:
* mancanza di protezione da parte dello stato nei confronti delle donne che vivono in modo precario nelle comunità più povere
* sistematici abusi attraverso il sistema della giustizia penale, dalla violenza della polizia ai maltrattamenti in carcere
* violenze e intimidazioni contro donne che difendono i diritti umani e lottano contro le ingiustizie
* mancanza di servizi di sostegno per le donne: servizi sanitari, scolastici e per l'infanzia
* scarsa attenzione ai problemi delle donne e nella politica del paese e mancanza di politiche di genere.
Pur accogliendo con piacere l'esplicito impegno del governo verso un approccio più ampio alla sicurezza pubblica, Amnesty International chiede alle autorità brasiliane competenti di:
* Introdurre, in consultazione con il movimento delle donne, una maggiore attenzione ai temi di genere all'interno del vantato programma governativo PRONASCI.
* Revisionare i compiti e aumentare i fondi a disposizione di enti e programmi già esistenti, quali il Commissariato di polizia per le donne (Delegacia Especializada em Atendimento à Mulher - DEAM) e la legge Maria da Penha (che definisce come reato specifico la violenza domestica), per assicurare il loro pieno funzionamento.
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