Postato alle 15:36 di domenica, 22 giugno 2008

Donna vittima di violenza, Burundi 2002 ©AI

"Ho scoperto che mio marito aveva violentato nostra figlia di otto anni. Lui stesso lo ha ammesso, ma mi ha minacciata dicendo che la figlia è sua e che lo avrebbe rifatto quando avesse voluto..."
Madre di una vittima di stupro 
 
La diffusione dello stupro e di altre forme di violenza sessuale è particolarmente elevata in Burundi. Durante la lunga fase di conflitto che ha sconvolto il paese lo stupro era un fenomeno endemico, ma esso continua anche ora, nonostante la fine delle ostilità: tra il 2004 e il 2006 circa 1346 donne all'anno hanno denunciato uno stupro o una violenza sessuale, una media di 26 a settimana.

Questi dati sono parziali e rappresentano solo la punta di un iceberg, poiché non tengono conto di tutte quelle donne che non possono raggiungere i presidi medici dopo essere state violentate e sono quindi condannate a soffrire in silenzio.
 
Le bambine e le giovani donne sono particolarmente a rischio: il 60 per cento degli stupri denunciati sono infatti commessi contro minori. "Oggi anche le bambine di tre anni sono vittime di stupro in Burundi" - ha denunciato Arnaud Royer, ricercatore di Amnesty International. "Lo stupro è la forma di violenza sessuale maggiormente denunciata in Burundi, è commesso da attori statali e non, ma sta diventando assai diffuso nello stesso ambito della famiglia e della comunità".

 

Il 9 ottobre 2007 Amnesty International aveva lanciato il rapporto Burundi. Nessuna protezione contro lo stupro, in tempo di guerra come in tempo di pace accompagnato da un'azione. Sia il rapporto, che le attività di pressione sul governo del Burundi portate avanti in questi sette mesi, hanno reso prioritaria la questione dello stupro e delle altre violenze sessuali commesse nel paese a livello internazionale.
 
Grazie alla campagna, il ministro per i Diritti umani del Burundi ha confermato la redazione di un progetto tendente a seguire da vicino e a registrare tutti i casi di stupro che avvengono nel paese. Inoltre, L'Ufficio integrato delle Nazioni Unite in Burundi e il ministero della Giustizia hanno iniziato a elaborare un programma congiunto sullo stupro e sulle altre forme di violenza sessuale, che dovrebbe prevedere un'assistenza legale per le vittime.

Nonostante questi importanti passi avanti, il fenomeno degli stupri e della violenza sessuale è ancora molto elevato nel paese e non essendo disponibili statistiche ufficiali attendibili, resta difficile valutare la reale dimensione del problema.

Amnesty International chiede quindi alle autorità del Burundi di fornire un'adeguata protezione legale alle donne e alle ragazze vittime di violenza, e le incoraggia, inoltre, a mettere in atto i progetti che permetteranno alle donne e alle ragazze di denunciare stupri e violenze subiti.

Per approfondimenti consulta il rapporto di Amnesty International "Burundi: No protection from rape in war and peace"

LEGGI TUTTO E FIRMA LA PETIZIONE PER FARE IN MODO DI TUTELARE LE DONNE E LE BAMBINE. QUI

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