E’ giusto che lo si sappia: a Roma se una donna viene salvata da uno stupro il merito è del sindaco.
La storia che vi racconto oggi risale a domenica sera. Ci troviamo a piazza Pascali. E’ vero, si tratta di una zona periferica di Roma ma la giovane donna romena non sta camminando da sola lungo una via buia, deserta. Sta scegliendo alcuni abiti in un mercato. Ha tre figli e un quarto in arrivo. E’ al quarto mese di gravidanza, la vita in Italia costa cara e tra quei banchi i vestiti li vendono a poco. Si ferma davanti ad alcuni abiti, i venditori sono romeni come lei, riconosce la lingua, inizia a trattare il prezzo. La donna è giovane, alta, bella, i due si sentono protetti dalla lingua, sanno che le persone intorno a loro non capiranno quel che dicono. Le rispondono facendole complimenti e allusioni via via più volgari fino a chiederle del sesso in cambio dei vestiti.
La donna rifiuta. I due non si rassegnano. La trascinano con loro. Si fermano non molto lontano dai banchi, evidentemente pensano di essere al sicuro. La scaraventano a terra, la riempiono di calci e pugni in tutto il corpo, provano a violentarla.
Li avevano notati, invece. Mentre gli uomini sono a terra con la donna arrivano alcune persone del quartiere. Sono romani e romeni, hanno capito che qualcosa non andava, poi hanno sentito le urla della donna. Riescono a fermare i due violentatori, e a chiamare i carabinieri. I due vengono arrestati, hanno 34 e 38 anni e già dei precedenti penali. La donna viene accompagnata all’ospedale Sandro Pertini ma, a parte un grande spavento, non sembra aver subito lesioni gravi. Viene dimessa subito.
E’ facile a questo punto pensare a Giovanna Reggiani, morta lo scorso novembre per uno stupro in una periferia di Roma e non mancano le polemiche fra i politici di maggioranza che si attribuiscono il merito per la sventata violenza e l’opposizione che ne ridimensiona il ruolo.
Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che si sta preparando per la riflessione autunnale sui centi anti-violenza e sulla loro riorgaizzazione sottolinea che «quest’episodio, finito in maniera positiva grazie alla presenza delle forze di polizia, dimostra come il piano sicurezza pensato dal centrodestra e l’intervento del sindaco Alemanno su Roma stiano già dando frutti positivi. Sicurezza, ordine e legalità sono diritti che il nostro governo e questa maggioranza intendono garantire ai cittadini».Anche l’assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso, parla di «un gesto di inaudita violenza che condanniamo senza esitazioni e che ci stimola a proseguire sulla strada intrapresa dal sindaco Alemanno che punta a coniugare legalità e sicurezza con la solidarietà». Per il presidente della Commissione capitolina per la Sicurezza Urbana, Fabrizio Santori ricorda «l’arresto immediato dei due romeni, rappresenta solo uno degli aspetti positivi che scaturiscono dal nuovo Patto per Roma Sicura. L’episodio che ha visto alcuni residenti interporsi tra la vittima e gli aggressori è il migliore indicatore che la cittadinanza non solo ha recepito positivamente, ma condivide la volontà della nuova Amministrazione di combattere la criminalità e il degrado, e nei modi possibili, se ne rende protagonista».
Ma Roberto Giachetti del Pd non ci sta. «Sarà piuttosto merito delle forze dell’ordine e dei cittadini. Davvero non capisco questo attribuirsi meriti politici ogni volta che c’è un arresto. Non è merito nè del sindaco nè del ministro dell’Interno se poi la gente dimostra senso civico, anzi strumentalizzare episodi come questo significa sminuirne il valore». Anche Claudio Cecchini del Pd e assessore provinciale alle Politiche Sociali esprime solidarietà alla vittima ma non lega lo sventato stupro alla politica del nuovo sindaco di Roma.

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