Postato alle 09:46 di sabato, 25 ottobre 2008

Taxi “rosa” con sconto di 5 euro (dopo le 22), posti auto al femminile in sei dei maggiori parcheggi in struttura del centro cittadino, e per finire possibilità, la sera e solo sulle linee collinari, di fermare un bus anche fuori fermata per salirvi. La città delle donne aprirà i battenti a fine novembre in occasione della giornata contro la violenza delle donne, e in corrispondenza della firma, al Carlo Felice, di un protocollo di intesa tra l’amministrazione comunale e le associazioni di difesa delle donne.

I taxi rosa faranno il loro debutto a inizio dicembre, e sono il frutto di un accordo con la cooperativa Radio taxi. Su ogni tragitto compiuto in ambito cittadino, e dopo le 22, una donna sola o gruppi di donne potranno usufruire di uno sconto fisso di 5 euro a corsa. A pagare e a distribuire i “vaucher” che daranno diritto alla decurtazione saranno in parti uguali il Comune e i tassisti. «L’iniziativa, che rientra all’interno di un’ampia gamma di servizi per limitare il senso di insicurezza soprattutto delle donne, è rivolta a tutte quelle signore e signorine che vorranno muoversi con mezzi pubblici la sera, magari per andare a teatro o al cinema», spiega Francesco Scidone, assessore alla Città sicura. Sullo stesso fronte sta lavorando l’assessore alle Pari opportunità Maria Rosa Zerega. «I park rosa sono una realtà, la segnaletica sta per essere installata nelle strutture che hanno aderito», sostiene. Park Porto antico, Marina park, Minerva (piazza Bandiera), Corte Lambruschini, Royal park Corvetto, City park (via D’Annunzio), queste le strutture private che hanno aderito al progetto, che consiste nel riservare all’interno dei silos - tramite una segnaletica dedicata fatta di cartelli e strisce rosa - parcheggi per le donne sole al volante (in questo caso nessuna agevolazione tariffaria è prevista).

«Saranno vicini alle telecamere di sorveglianza e in posizione comoda e accessibile - dice l’assessore - Serviranno a evitare alle donne di scendere, magari a tarda sera, nei sottofondi di un parcheggio per ritirare la propria vettura». Allo studio, con Amt, c’è anche l’inserimento di fermate a richiesta per le donne anche fuori dai luoghi di fermata abituali dei bus. L’ipotesi, che si dovrà però scontrare con problemi assicurativi di entità considerevole, è attualmente allo studio dei tecnici di Amt. d. gri.

fonte:secoloxix

Mi chiedo che ne faranno delle restanti violenze? quelle che avvengono dopo che torniamo a casa?

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Postato alle 09:23 di domenica, 24 agosto 2008
VIOLENZA SULLE DONNE: POLIZIA E CARABINIERI IN AZIONE A TERNI CON DUE ARRESTI
Uno degli arrestati , giocava tranquillamente alle slot machine. Un fenomeno quella della violenza che non accenna a diminuire

Terni - 23/08/2008 12:04

La triste vicenda della violenza sulle donne, in famiglia o sul coniuge,  non accenna a diminuire. Di ieri due azioni delle forze dell'ordine a Terni .

Gli agenti della Divisione Anticrimine della Questura di Terni, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Terni Maurizio Santoloci, arrestando un uomo ternano di 45 anni, per la continuazione del reato di maltrattamenti in famiglia. In più occasioni l'uomo avrebbe maltrattato la propria moglie di 40 anni,  causandole in più occasioni lesioni personali dovute a percosse ed ingiuriandola in ogni occasione. Il tutto alla presenza del loro figlio minore. L'uomo si trova ore presso la casa circondariale in attesa di essere interrogato dal Magistrato inquirente.

Ed è accusato di violenza sessuale e sequestro di persona l'uomo di 50 anni, di origine campana, che i carabinieri hanno arrestato mentre stava giocando tranquillamente alle slot machine in un bar della Stazione. L'uomo, che non ha opposto resistenza, deve espiare una condanna di 3 anni e 8 mesi di reclusione, passata in giudicato. I fatti si sarebbero verificati a Bologna.


Ancora una volta le Donne son prese di mira, ancora azioni violente contro le Donne, la legge ha canalizzato tutto su cose importanti non lo metto in dubbio, ma quando si canalizzerà su queste violenze, quando la giustizia colpirà duramente chi abusa di una Donna, delle pene molto piu' severe sono necessarie, occorre rivedere la giustizia in Europa, occorre eliminare le attenuanti assurde, è necessario che i giudici prendano molto piu' a cuore questa situazione, proteggere la loro madre e figlia è buono, ma proteggere le figlie della Madre Patria è la cosa primordiale.

Rugero

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Postato alle 16:13 di mercoledì, 13 agosto 2008
Roma, 12 agosto 2008 - Hai bevuto troppo? Sei in parte responsabile del tuo stupro. E' così che l'Autorità per il risarcimento delle vittime dei reati di Inghilterra, Scozia e Galles (Cica) ha giustificato una riduzione del compenso dovuto a una donna, che aveva subito una violenza. Lo si legge sull'edizione online del Guardian.

Quattro anni fa, Helen, una ragazza che ora ha 29 anni, è stata violentata dopo una serata trascorsa in giro, nel West End, a Londra. I suoi stupratori non sono mai stati catturati, la polizia ha ammesso di aver commesso degli errori nelle indagini. Ma la donna ha ricevuto solo 8.250 sterline, invece di 11.000: una riduzione del 25 per cento del risarcimento. Perché "i fatti hanno mostrato che il suo eccessivo consumo di alcool ha contribuito a quanto avvenuto": così il Cica ha giustificato il 'taglio', in una lettera spedita alla donna. "E' crudele e sbagliato, perché non c'è nulla che si possa fare per impedire uno stupro. Non è illegale uscire e bere un drink, ma lo è violentare una donna" ha dichiarato la vittima.

La donna ha poi ottenuto l'intera somma dopo aver presentato ricorso, dimostrando che la giustificazione addotta rappresentava una discriminazione sessuale, perché non si può essere considerate responsabili per aver subito uno stupro. La prima decisione del Cica, ovviamente, ha sollevato le proteste dell'associazione "Women against rape" (donne contro lo stupro), che vi ha letto una versione riveduta delle accuse alle donne "provocatrici" in minigonna. "Una volta ci accusavano per quello che indossavamo, oggi per quello che beviamo" ha dichiarato Lisa Longstaff, membro del gruppo. In sostanza l'idea resta la stessa: è la vittima che se la va a cercare.

La Cica ha ammesso di aver commesso un errore nel caso di Helen e afferma che la sua politica non è quella di ridurre il risarcimento per le donne che abbiano consumato bevande alcoliche prima di subire uno stupro. L'Autorità però ha anche ammesso che negli ultimi 12 mesi altre 14 vittime di violenza sessuale hanno ricevuto una riduzione del risarcimento per lo stesso motivo.

Anche il ministro della Giustizia, Bridget Prentice, ha preso le distanze dalla prima decisione dalla Cica: "Non vogliamo ridurre i risarcimenti per le vittime di stupro, non è la nostra politica. Perché in nessun caso la vittima di uno stupro può essere considerata colpevole".

Fonte: Quotidiano.net

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Postato alle 12:45 di lunedì, 11 agosto 2008

Un frame del video messo online da Wajeha Al Huwaider

Siamo nel periodo delle olimpiadi. Premetto che odio da sempre le olimpiadi di Pechino, adesso le odio ancora di più perchè non hanno mosso nesuna protesta contro l'esclusione delle donne:

Postato su YouTube un filmato-denuncia: «Aisha, moglie del profeta Maometto, praticava ogni genere di sport»

MILANO - Un gruppo di donne velate di nero dalla testa ai piedi stanno sedute in un campo di calcio, con un pallone ai piedi e le mani incatenate. La musica di sottofondo è One moment in time, di Whitney Houston. Un testo in arabo e poi in inglese scorre sullo schermo: «Partecipare alle Olimpiadi resterà un sogno impossibile per le donne saudite, a meno che non venga eliminato il divieto imposto loro di praticare sport nelle scuole pubbliche e nelle università statali». È il video che l’attivista Wajeha Al Huwaider ha messo su YouTube per protestare contro il suo Paese, l’Arabia Saudita, che vieta alle donne partecipare ai Giochi. La ragione è l’opposizione delle autorità religiose. Al Huwaider, 45 anni, intellettuale saudita, dirige la «Società per la difesa dei diritti delle donne». Lo scorso 8 marzo, per la festa della donna, aveva messo su YouTube un altro video di se stessa che guida sfidando le autorità. Il video olimpico di Al Huwaider dichiara anche che «Aisha, moglie del profeta Maometto, praticava ogni genere di sport ai suoi tempi, sapeva andare a cavallo e combattere».

SPORT VIETATO ALLE DONNE - Ma le autorità religiose saudite non sono d’accordo. A Marzo il Gran Muftì ha ordinato all’università di Riad di cancellare una maratona femminile. I leader religiosi hanno bandito una partita di calcio lo scorso anno. Non solo è proibito alle donne partecipare a qualunque evento sportivo. Lo sport è vietato anche nelle scuole statali femminili, non c’è alcuna federazione che organizzi attività sportive per le ragazze e pochi stadi sono aperti a loro.

LE PIONIERE - Ma ci sono delle pioniere, per esempio le giocatrici della squadra di basket «Jeddah United», che non ha però riconoscimento ufficiale. E qualche mese fa Arwa Mutabagani, una donna, è stata nominata amministratrice della federazione sport equestri, prima saudita ad avere questo titolo. C’è chi ha criticato il Comitato Olimpico Internazionale per non aver fatto abbastanza pressioni sull’Arabia Saudita e averle consentito di presentarsi con una squadra di soli uomini. E c’è chi spera adesso che le cose cambiano prima dei Giochi del 2012. L’attivista Al Huwaider ha lanciato il suo video per ricordare che il problema esiste. Lina al-Maeena, una delle giocatrici di basket di Gedda, qualche mese fa ha detto alla Bbc: «Tutti i paesi arabi e musulmani nel mondo hanno donne che partecipano alle competizioni sportive e qualche anno fa una donna del Bahrein ha corso i 100 metri con il velo. La gente dovrebbe capire che possiamo competere e allo stesso tempo rispettare la nostra religione e cultura».

Viviana Mazza

Fonte: il corriere.


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Postato alle 20:30 di sabato, 09 agosto 2008

Un altro uomo rovina la vita ad una ragazza e pure giovanissima. Donne trattate come oggetti in tutti i modi e contro la propria volontà, perchè devono seguire secondo una società patriarcale il modello della donna oggetto che propinano media &co. La donna che è coinvolta in queste vicende in cui il sesso viene rivolto sottoforma di violenza. Queste vicende sono diffuse. La teconologia va avanti come il mondo il patriarcato rimane tale e si facilità a causa dell'evolversi della tecnologia.

Rovigo: ragazzina di 16 anni si suicida, il ragazzo aveva difusso sue foto hard

ROVIGO - Una ragazzina di 16 anni di Adria, in provincia di Rovigo, si è tolta la vita venerdì sera sparandosi con la pistola del padre. Due anni fa la ragazzina era rimasta coinvolta in una vicenda di immagini hard diffuse dal suo ex fidanzato. Alcune scene intime che la vedevano protagonista erano state infatti riprese con il telefonino dal suo ex fidanzato e poi scaricate sul computer: da qui erano cominciate a girare per tutto il paese e non solo. Un brutta vicenda su cui la squadra mobile di Rovigo, dopo aver sequestrato computer e telefonino, ha condotto un'inchiesta che ha portato alla denuncia dell'ex fidanzato e di una ventina di persone entrate in contatto con quel filmato.

Oltre al fidanzato la causa sono anche una società che vede la donna colpevole e criminale se ha un rapporto sessuale perfino se è evidente che le immagini sono state filmate di nascosto e diffuse dal fidanzato. La colpa è caduta su di lei e questo sarebbe il movente del suicidio. Ciò vuol dire che sono le pressioni del patriarcato a spingere la donna all'autodistruzione.


Ho sempre precisato in tutti i blog che è la poca libertà che  è stata attribuita la donna in proporzione della troppa dell'uomo e la sua scagionazione (non a caso è stato lui a negarla) che tende e permette di sfruttare la donna nel sesso, violare il suo corpo, ad esercitare violenza su di ella e infine la sua colpevolizzazione. E vediamo di non dare la colpa agli antenati visto che gli uomini odierni del 2008 seguono benissimo questa linea (di negazione della donna). La donna coinvolta in questa situazione si rende conto del peso che ci è stato dato nella società, della nostra dipendenza dai giudizi maschili che ci è stata obbligata e del nostro ruolo che ci è stato impostato di oggetto sessuale (se lo rifiutiamo ci fanno violenze a carattere sessuale spesso accade). Non a caso molte donne ad esempio non riescono a denunciare i soprusi. In questo caso parlo di donne negate come esseri umani, nella libertà, dignità, autodeterminazione.

siamo nel 2008 ma purtroppo molti seguono questi concetti tramandati dalla cultura:

"La sola consapevolezza del proprio essere dovrebbe costituire una vergogna per le donne."
Clemente Alessandrino, prima del 215

Le donne servono soprattutto per soddisfare la libidine degli uomini."
Giovanni Crisostomo, 349-407, grande dottore della Chiesa

Inoltre i reati sono due: primo divulgazioni di immagini e secondo istigazione al suicidio. La schiavitù della donna e il femminicidio che sia indotto o che la persona sia portata a compierlo non ha fine.
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