
Taxi “rosa” con sconto di 5 euro (dopo le 22), posti auto al femminile in sei dei maggiori parcheggi in struttura del centro cittadino, e per finire possibilità, la sera e solo sulle linee collinari, di fermare un bus anche fuori fermata per salirvi. La città delle donne aprirà i battenti a fine novembre in occasione della giornata contro la violenza delle donne, e in corrispondenza della firma, al Carlo Felice, di un protocollo di intesa tra l’amministrazione comunale e le associazioni di difesa delle donne.
I taxi rosa faranno il loro debutto a inizio dicembre, e sono il frutto di un accordo con la cooperativa Radio taxi. Su ogni tragitto compiuto in ambito cittadino, e dopo le 22, una donna sola o gruppi di donne potranno usufruire di uno sconto fisso di 5 euro a corsa. A pagare e a distribuire i “vaucher” che daranno diritto alla decurtazione saranno in parti uguali il Comune e i tassisti. «L’iniziativa, che rientra all’interno di un’ampia gamma di servizi per limitare il senso di insicurezza soprattutto delle donne, è rivolta a tutte quelle signore e signorine che vorranno muoversi con mezzi pubblici la sera, magari per andare a teatro o al cinema», spiega Francesco Scidone, assessore alla Città sicura. Sullo stesso fronte sta lavorando l’assessore alle Pari opportunità Maria Rosa Zerega. «I park rosa sono una realtà, la segnaletica sta per essere installata nelle strutture che hanno aderito», sostiene. Park Porto antico, Marina park, Minerva (piazza Bandiera), Corte Lambruschini, Royal park Corvetto, City park (via D’Annunzio), queste le strutture private che hanno aderito al progetto, che consiste nel riservare all’interno dei silos - tramite una segnaletica dedicata fatta di cartelli e strisce rosa - parcheggi per le donne sole al volante (in questo caso nessuna agevolazione tariffaria è prevista).
«Saranno vicini alle telecamere di sorveglianza e in posizione comoda e accessibile - dice l’assessore - Serviranno a evitare alle donne di scendere, magari a tarda sera, nei sottofondi di un parcheggio per ritirare la propria vettura». Allo studio, con Amt, c’è anche l’inserimento di fermate a richiesta per le donne anche fuori dai luoghi di fermata abituali dei bus. L’ipotesi, che si dovrà però scontrare con problemi assicurativi di entità considerevole, è attualmente allo studio dei tecnici di Amt. d. gri.
fonte:secoloxix
Mi chiedo che ne faranno delle restanti violenze? quelle che avvengono dopo che torniamo a casa?
Terni - 23/08/2008 12:04
La triste vicenda della violenza sulle donne, in famiglia o sul coniuge, non accenna a diminuire. Di ieri due azioni delle forze dell'ordine a Terni .
Gli agenti della Divisione Anticrimine della Questura di Terni, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Terni Maurizio Santoloci, arrestando un uomo ternano di 45 anni, per la continuazione del reato di maltrattamenti in famiglia. In più occasioni l'uomo avrebbe maltrattato la propria moglie di 40 anni, causandole in più occasioni lesioni personali dovute a percosse ed ingiuriandola in ogni occasione. Il tutto alla presenza del loro figlio minore. L'uomo si trova ore presso la casa circondariale in attesa di essere interrogato dal Magistrato inquirente.
Ed è accusato di violenza sessuale e sequestro di persona l'uomo di 50 anni, di origine campana, che i carabinieri hanno arrestato mentre stava giocando tranquillamente alle slot machine in un bar della Stazione. L'uomo, che non ha opposto resistenza, deve espiare una condanna di 3 anni e 8 mesi di reclusione, passata in giudicato. I fatti si sarebbero verificati a Bologna.
Ancora una volta le Donne son prese di mira, ancora azioni violente contro le Donne, la legge ha canalizzato tutto su cose importanti non lo metto in dubbio, ma quando si canalizzerà su queste violenze, quando la giustizia colpirà duramente chi abusa di una Donna, delle pene molto piu' severe sono necessarie, occorre rivedere la giustizia in Europa, occorre eliminare le attenuanti assurde, è necessario che i giudici prendano molto piu' a cuore questa situazione, proteggere la loro madre e figlia è buono, ma proteggere le figlie della Madre Patria è la cosa primordiale.
Rugero
Quattro anni fa, Helen, una ragazza che ora ha 29 anni, è stata violentata dopo una serata trascorsa in giro, nel West End, a Londra. I suoi stupratori non sono mai stati catturati, la polizia ha ammesso di aver commesso degli errori nelle indagini. Ma la donna ha ricevuto solo 8.250 sterline, invece di 11.000: una riduzione del 25 per cento del risarcimento. Perché "i fatti hanno mostrato che il suo eccessivo consumo di alcool ha contribuito a quanto avvenuto": così il Cica ha giustificato il 'taglio', in una lettera spedita alla donna. "E' crudele e sbagliato, perché non c'è nulla che si possa fare per impedire uno stupro. Non è illegale uscire e bere un drink, ma lo è violentare una donna" ha dichiarato la vittima.
La donna ha poi ottenuto l'intera somma dopo aver presentato ricorso, dimostrando che la giustificazione addotta rappresentava una discriminazione sessuale, perché non si può essere considerate responsabili per aver subito uno stupro. La prima decisione del Cica, ovviamente, ha sollevato le proteste dell'associazione "Women against rape" (donne contro lo stupro), che vi ha letto una versione riveduta delle accuse alle donne "provocatrici" in minigonna. "Una volta ci accusavano per quello che indossavamo, oggi per quello che beviamo" ha dichiarato Lisa Longstaff, membro del gruppo. In sostanza l'idea resta la stessa: è la vittima che se la va a cercare.
La Cica ha ammesso di aver commesso un errore nel caso di Helen e afferma che la sua politica non è quella di ridurre il risarcimento per le donne che abbiano consumato bevande alcoliche prima di subire uno stupro. L'Autorità però ha anche ammesso che negli ultimi 12 mesi altre 14 vittime di violenza sessuale hanno ricevuto una riduzione del risarcimento per lo stesso motivo.
Anche il ministro della Giustizia, Bridget Prentice, ha preso le distanze dalla prima decisione dalla Cica: "Non vogliamo ridurre i risarcimenti per le vittime di stupro, non è la nostra politica. Perché in nessun caso la vittima di uno stupro può essere considerata colpevole".
Fonte: Quotidiano.net

Siamo nel periodo delle olimpiadi. Premetto che odio da sempre le olimpiadi di Pechino, adesso le odio ancora di più perchè non hanno mosso nesuna protesta contro l'esclusione delle donne:
Postato su YouTube un filmato-denuncia: «Aisha, moglie del profeta Maometto, praticava ogni genere di sport»
Un altro uomo rovina la vita ad una ragazza e pure giovanissima. Donne trattate come oggetti in tutti i modi e contro la propria volontà, perchè devono seguire secondo una società patriarcale il modello della donna oggetto che propinano media &co. La donna che è coinvolta in queste vicende in cui il sesso viene rivolto sottoforma di violenza. Queste vicende sono diffuse. La teconologia va avanti come il mondo il patriarcato rimane tale e si facilità a causa dell'evolversi della tecnologia.
Rovigo: ragazzina di 16 anni si suicida, il ragazzo aveva difusso sue foto hard
ROVIGO - Una ragazzina di 16 anni di Adria, in provincia di Rovigo, si è tolta la vita venerdì sera sparandosi con la pistola del padre. Due anni fa la ragazzina era rimasta coinvolta in una vicenda di immagini hard diffuse dal suo ex fidanzato. Alcune scene intime che la vedevano protagonista erano state infatti riprese con il telefonino dal suo ex fidanzato e poi scaricate sul computer: da qui erano cominciate a girare per tutto il paese e non solo. Un brutta vicenda su cui la squadra mobile di Rovigo, dopo aver sequestrato computer e telefonino, ha condotto un'inchiesta che ha portato alla denuncia dell'ex fidanzato e di una ventina di persone entrate in contatto con quel filmato.
Oltre al fidanzato la causa sono anche una società che vede la donna colpevole e criminale se ha un rapporto sessuale perfino se è evidente che le immagini sono state filmate di nascosto e diffuse dal fidanzato. La colpa è caduta su di lei e questo sarebbe il movente del suicidio. Ciò vuol dire che sono le pressioni del patriarcato a spingere la donna all'autodistruzione.
Ho sempre precisato in tutti i blog che è la poca libertà che è stata attribuita la donna in proporzione della troppa dell'uomo e la sua scagionazione (non a caso è stato lui a negarla) che tende e permette di sfruttare la donna nel sesso, violare il suo corpo, ad esercitare violenza su di ella e infine la sua colpevolizzazione. E vediamo di non dare la colpa agli antenati visto che gli uomini odierni del 2008 seguono benissimo questa linea (di negazione della donna). La donna coinvolta in questa situazione si rende conto del peso che ci è stato dato nella società, della nostra dipendenza dai giudizi maschili che ci è stata obbligata e del nostro ruolo che ci è stato impostato di oggetto sessuale (se lo rifiutiamo ci fanno violenze a carattere sessuale spesso accade). Non a caso molte donne ad esempio non riescono a denunciare i soprusi. In questo caso parlo di donne negate come esseri umani, nella libertà, dignità, autodeterminazione.
siamo nel 2008 ma purtroppo molti seguono questi concetti tramandati dalla cultura:
"La sola consapevolezza del proprio essere dovrebbe costituire una vergogna per le donne."
Clemente Alessandrino, prima del 215
Le donne servono soprattutto per soddisfare la libidine degli uomini."
Giovanni Crisostomo, 349-407, grande dottore della Chiesa

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