Postato alle 13:16 di domenica, 25 gennaio 2009
Oggi giornali e tv focalizzano la loro attenzione “sugli stupri nella capitale”, uno per la verità accaduto in un piccolo comune a est della città di Roma, Guidonia. Fatti gravissimi che creano sconcerto e rabbia, specie se pensiamo che queste violenze riguardano sempre le donne. Da subito stampa e tv amplificano queste tragiche notizie spostando il problema sulla sicurezza nelle città e il contrasto all’immigrazione. E’ addirittura intervenuto il Governo d’urgenza, prorogando l’intervento dei militari nelle città. Per altri sei mesi i militari potranno fare la guardia all’obelisco a piazza S. Giovanni in Laterano a Roma. Oppure fare la guardia fuori dall’Ambasciata dell’Arabia Saudita su viale Regina Margherita, sempre a Roma. Le forze dell’ordine hanno intrapreso battute nelle campagne intorno a Guidonia per abbattere baracche abusive, setacciare i campi nomadi ecensire gli immigrati senza fissa dimora, extracomunitari e non. I nemici sono sempre i rumeni. Questo è lo scenario che i cittadini hanno sotto gli occhi attraverso le televisioni.

In nessun modo si giustificano queste violenze e chi se ne è reso responsabile dovrà pagare.

Ciò che però è indispensabile denunciare in maniera forte è l’ipocrisia di chi oggi torna a ribadire che esiste l’emergenza sicurezza, senza affrontare il problema più ampio della violenza sulle donne.

Nonostante la strage di donne continui, un vero e proprio quotidiano femminicidio silenzioso, il Governo continua ad essere latitante continua con i suoi spot sulla sicurezza con i “soldatini nelle città”.

Giovedì scorso ben tre donne, tre mogli, tre mamme, sono state uccise dai loro mariti. Massacrate a roncolate, a colpi di pistola, violentate. Ma i media non si sono minimamente soffermati sul problema del femminicidio. Dall’inizio dell’anno sono già 20 le donne rimaste vittime di violenza all’interno della propria famiglia. Quasi una al giorno. L’anno scorso le donne rimaste vittime di abusi e violenze consumate all’interno del nucleo familiare sono state ben 238. Una strage infinita. A nessuno è venuto in mente di andare ad intervistare il ministro dell’interno Maroni o il Presidente del Consiglio per chiedere conto di cosa il Governo sta facendo per risolvere questo problema. Le notizie passano, le donne muoiono e poi arrivano gli stupri che accendono i riflettori sull’unico problema che sembra avere questo Paese rispetto alla sicurezza: gli immigrati. Ed anche questa volta non è la violenza sulle donne l’emergenza su cui focalizzare gli sforzi del Governo.

In Italia è sempre più emergenza. La principale e prevalente violenza sulle donne si genera all’interno dei nuclei familiari, figli, mariti, conviventi ne sono spessissimo i responsabili prevalenti. Le donne sono completamente lasciate sole al loro destino, vittime di abusi, molestie, violenze fisiche e psicologiche ripetute, sistematiche.

Anche in questo caso, il Governo ha fatto solo spot. L’annunciata legge sullo stalking che il Ministro delle pari opportunità Carfagna aveva annunciato e che il Governo ha presentato al Parlamento giace in chissà quale cassetto al Senato. Contrariamente a quanto annunciato dal Ministro Carfagna che aveva detto che la legge sarebbe stata approvata entro la fine di marzo, il disegno di legge del Governo non è stato nemmeno calendarizzato e quasi sicuramente non lo sarà che dopo l’estate. In Italia, l’86% delle vittime dello stalking e’ una donna ed ha un’età compresa più frequentemente tra i 18 ed i 24 anni (20%), tra i 35 ed i 44 (6,8%) o dai 55 anni in poi (1,2%). Sono dati diffusi dall’Osservatorio nazionale stalking dell’Associazione italiana di psicologia e criminologia.

Ammettere che sia la famiglia il principale coacervo di violenza nella nostra società è un tabù, specie per tutti quelli che continuano a sbracciarsi per difenderne i valori fondanti che a loro dire vengono minacciati dal relativismo culturale della sinistra e da chi vuole una legge sulle unioni civili per le coppie di fatto.

Più morti della mafia. La famiglia italiana uccide più della mafia, della criminalità organizzata straniera e di quella comune. Ogni tre giorni una donna muore per mano del proprio compagno. Sono infatti oltre 1.300 le vittime negli ultimi sei anni. Quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro, la casa, si trasforma a volte in una camera delle torture. Ma esiste una violenza che non arriva alle prime pagine dei giornali. E’ quella dell’umiliazione quotidiana, della dipendenza economica, della denigrazione che alcuni uomini operano nei confronti delle loro compagne. Un processo invisibile, di cui la violenza fisica è solo l’ultimo atto. I responsabili sono - in entrambi i casi - uomini possessivi, incapaci di gestire l’abbandono, la separazione e il rifiuto.
in Spagna dove esiste lo stesso problema, tra i primi provvedimenti che il Premier Zapatero, ha concretizzato dopo la sua vittoria all’elezioni c’è stata una legge che affrontava il problema della violenza sulle donne. Il Governo Spagnolo ha fatto approvare dal Parlamento una legge che istituisce tribunali speciali deputati unicamente a reprimere questo problema, con pene severissime.

La legge afferma che “si tratta di una violenza diretta contro le donne per il mero fatto di essere donne, considerate dai propri aggressori, come soggetti privi dei più elementari diritti di libertà di rispetto e di potere decisionale”. La violenza “di genere”, afferma questa legge, costituisce uno degli attacchi più pericolosi ai diritti fondamentali.
I “tribunali per la violenza di genere” sono competenti a istruire e decidere le cause per omicidi, lesioni, violazioni della libertà, sessualità dell’integrità morale o di ogni altro reato che comporta violenza e intimidazione commesso contro una persona che è o è stata moglie o che ha avuto una relazione sentimentale, con o senza convivenza con l’aggressore.

In Italia una legge simile è ostacolata anche dalla Chiesa che non può accettare che venga riconosciuto per legge il reato di violenza contro la donna. Questo è l’unico motivo per cui questa legge non passa e viene affossata di legislatura in legislatura, così come del resto una legge che punisca l’omofobia.

E l’altro ieri a Foggia un uomo ha mandato alla ex moglie un Sms dove diceva “domani ti ammazzo”, cosa che poi puntualmente ha fatto. Ma quante altre morti annunciate dobbiamo avere per ottenere questa legge? Quante altre storie “Amore Criminale” dovrà raccontare in tv per svegliare le coscienze dei politici? E’ assurdo. Quella sullo stalking è una legge semplice che darebbe alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire. E poi c’è il problema della giustizia, ma questa è un’altra storia, ancora più triste. Per l’omicidio della sig.ra Reggiani, la tragedia di Tor di Quinto a Roma (che fece scatenare la Destra contro il Governo Prodi), il giudice ha ridotto la pena all’imputato perchè la donna si è ribellata. Oppure a Genova, Luca Delfino, che ha massacrato e ucciso due donne che ha perseguitato per anni, si è visto riconoscere l’infermità mentale e anche per lui la pena è stata ridotta. Non è un Paese civile questo.
Fonte: http://italianspot.wordpress.com/2009/01/24/femminicidio-stalking-la-violenza-sulle-donne-nascosta/
Postato alle 20:26 di giovedì, 13 novembre 2008

Ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa dall'uomo che diceva di amarla: solo nel 2007 le vittime sono state 122.

Il più delle volte l'assassino aveva le chiavi di casa: in 3 casi su 4 era il convivente o il marito.

Lo rilevano gli esperti dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano nel corso della presentazione del libro Riflessioni sulla violenza domestica per il medico di famiglia, secondo cui "nel 40% dei casi il carnefice è mosso da forme patologiche di gelosia e disturbi paranoici. Il 34% dei casi di uxoricidio, invece, è scatenato da liti e conflittualità elevata".

Così quattro donne su dieci sono vittime di un'arma da taglio, mentre tre su dieci sono colpite da armi da fuoco.

Non è dunque un caso che proprio a Milano, dove lavora quasi il 60% delle donne, si abbia un elevato numero di uxoricidi: "dal 2000 al 2006", specifica Alessandra Bramante, psicologa e criminologa, "si sono registrate 48 vittime. Un numero molto elevato, se si considera che in tutta la Lombardia sono state 99".

Anche la metropoli gioca un ruolo importante, secondo Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Psichiatria, "perchè acuisce le tensioni e diminuisce la capacità della famiglia di ammortizzare le situazioni estreme"

http://www.esseredonnaoggi.it/donna/violenza-sulle-donne-ogni-tre-giorni-una-donna-uccisa

Postato alle 13:54 di giovedì, 04 settembre 2008

Da Kila

03 settembre 2008

Di recente, è uscito in libreria Amorosi assassini - Storie di violenze sulle donne, edito da Laterza: le tredici autrici, componenti del gruppo Controparola, raccontano un anno di violenze subite dalle donne, attraverso le vicende delle protagoniste che hanno avuto il coraggio di denunciare o che sono state uccise. Controparola, composto da donne con in comune lo strumento della parola scritta: narratrici e saggiste come Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Lia Levi; giornaliste e saggiste come Chiara Valentini, Elena Doni, Maria Serena Palieri, Claudia Galimberti, Paola Gaglianone, Simona Tagliaventi, Cristiana di San Marzano, Francesca Sancin. E universitarie, ricercatrici, saggiste e collaboratrici di prestigiosi quotidiani come Mirella Serri o Marina Addis Saba. Il gruppo esiste dal 1992.

Image

Un anno di violenze. Né il primo, né l’ultimo, purtroppo. Cronaca nera, elenco dell’orrore con protagoniste donne che hanno subito aggressioni, stupri, molestie e maltrattamenti. Un’istantanea lunga 365 giorni, che descrive la violenza maschile sulle donne, il più delle volte consumata in famiglia o tra le mura domestiche.
È da poco uscito in libreria un volume unico nel suo genere: Amorosi assassini - Storie di violenze sulle donne, edito da Laterza (pagg. 261, euro 16).

Le tredici autrici fanno parte del gruppo

Le storie sono tutte realmente avvenute nel corso del 2006: una dietro l’altra, nella loro fredda crudeltà e violenza ingiustificata rendono bene la mostruosità di un fenomeno sociale di cui non si parla ancora abbastanza. Perché i fatti di cronaca contenuti nel libro sono, come le definiscono le autrici stesse nell’introduzione, solo la “punta dell’iceberg”. L’anno in questione, infatti, conta ben quattromilacinquecento donne che hanno denunciato a polizia e carabinieri aggressioni, stupri, molestie e maltrattamenti, mentre centododici sono rimaste uccise.

Abbiamo raccolto, in ordine cronologico, circa trecento casi di violenza inflitta a donne da mano maschile. Ma per ogni stupro o aggressione denunciati, per ogni omicidio scoperto, quante violenze rimangono coperte dal silenzio? Il non detto e il buio sono condizioni che non permettono quantificazioni aritmetiche certe. È una mattanza sottotraccia, che chiede di essere esaminata nel suo complesso. Appunto ciò che vuol fare questo libro. Perché leggere un elenco di casi, nella sua successione lunga un anno, rende il fenomeno visibile e non più ignorabile. Su quindici di loro abbiamo puntato lo zoom”: questo l’incipit del testo.

I casi presentati hanno due punti in comune: sono diventati pubblici, nel senso che ne hanno parlato i giornali; si tratta di
delitti denunciati dalle vittime o per cui esisteva, a giudizio del magistrato, la procedibilità d’ufficio.
 Storie di donne assolutamente trasversali, che coinvolgono tutte le classi sociali. Crimini causati da religione, orientamento sessuale, vendetta, forme di persecuzione e non accettazione di un “no”: no a un rapporto sessuale, no a portare avanti una relazione o un matrimonio intrisi di rabbia e botte.

Ecco allora Hina, la ragazza pachistana uccisa a Brescia dal padre e dai parenti perché voleva vivere col suo ragazzo e come tutte le sue coetanee italiane; Jennifer Zacconi, uccisa dal marito al nono mese di gravidanza perché non aveva voluto abortire; Paola, stuprata da due ragazzi in Versilia perché omosessuale; Francesca Baleani, il cui ex marito ha tentato di ucciderla e dopo l’ha gettata in fin di vita dentro un cassonetto per i rifiuti; la suora che avrebbe subito violenza da padre Fedele, rinviato a giudizio; Silvia, uccisa a Parma dall’ex ragazzo, Aldo Cagna, dopo anni di persecuzioni, minacce, molestie, stalking sistematico inutilmente denunciati dalla donna, dai suoi amici e familiari alle forze dell’ordine.

Una minima parte delle voci nel libro. La punta dell’iceberg, come si diceva, rispetto alla realtà. Ecco perché il gruppo Controparola ha deciso di continuare a denunciate la violenza sulle donne nel nostro Paese, cominciando da un giorno qualunque: il 28 luglio 2008. È passato poco più di un mese, e le donne uccise sono ben 11. Numeri che dovrebbero far riflettere.


La recensione di Amorosi assassini pubblicata su DELT@ - Agenzia di stampa delle donne

Un’anticipazione del libro pubblicata su L’Unità del 16 giugno 2008
Trecento storie, tutte vere, pubblicato su Repubblica l’11 giugno 2008
Amorosi assassini. La storia di Deborah raccontata in un libro, articolo pubblicato su La Stampa di Biella l’11 luglio 2008 (PDF, 934 KB)
permalink | Leggi i commenti (3)
Categorie del post: libri, femminicidi Grazie per i vostri commenti|commenti (3)
Postato alle 10:34 di mercoledì, 25 giugno 2008

mimosa.jpg

Non passa settimana che ci tocchi sentire di lui che uccide lei, lui che picchia lei, lei che viene violentata.

Solo ieri, sulle pagine dei nostri quotidiani abbiamo potuto leggere che:

- sembra probabile che Loredana Benincasa (24 anni) sia stata uccisa deliberatamente dal fidanzato e non si sia suicidata come in precedenza affermato dalle agenzie di stampa. Si tratterebbe, se confermato, della terza ventenne assassinata dal suo compagno dall'inizio di giugno (ricordiamo  Alessandra Mainolfi a Bergamo e Chiara Bernardi a Padova)

- a Bresso un vigile è stato arrestato per violenza sessuale nei confronti di una minorenne (aveva preso contatto con lei utilizzando i dati personali che la ragazza aveva lasciato in seguito ad un incendente stradale)

- sempre a Milano è stato arrestato un ragazzo di 29 anni che ha ripetutamente picchiato e minacciato la compagna di 19 anni. La ragazza lo aveva denunciato e per intimidirla e costringerla a ritrattare le aveva nuovamente fatto violenza questa volta pubblicamente  prendendola per il collo e minacciandola di morte a Porta Genova.

- a Varese lui, pregiudicato cagliaritano, constringeva la moglie 44enne a  prostituirsi. Alla fine lei ha trovato il coraggio di denunciarlo.   

Ma non serve leggerlo sui giornali, basta aprire gli occhi su ciò che ci circonda da vicino.

L'altro ieri stavo camminando per una strada deserta in centro città ed ad un certo punto viene verso di me una donna con una bambina in braccio. Ha il passo veloce.

Dietro, a 50 metri di distanza, c'è un uomo, probabilmente il marito, che le intima di ritornare da lui e rimontare nell'auto dalla quale lei era uscita pochi istanti prima. Ha il fare spazientito, sta urlando, l'accento è straniero. 

Non è così difficile supporre che quella donna fosse vittima di violenza. Atteggiamenti verbali aggressivi in pubblico (comunque da non tollerare) spesso nascondono anche violenza fisica nel privato.

La donna mi vede, si ferma. Nel suo sguardo c'è un misto di paura e vergogna. Il marito nel frattempo si avvicina di gran passo. Guarda lei, poi guarda me e abbassa il tono delle urla. Sostengo il suo sguardo, voglio che capisca che non è solo. Voglio che capisca che quello che sta facendo non lo accetto. Lui capisce, lo vedo. Lo sa.

Devo proseguire, ma lo faccio a malincuore. Del resto si è forse trattato di una semplice litigata, ma ho comunque un non so che di paura per quella donna. Le lancio un ultimo sguardo: "Amica mia, non sei sola".

 Da mondo donna

 

permalink | Leggi i commenti (2)
Categorie del post: italia, stupro, femminicidio, violenze in famiglia, femminicidi Grazie per i vostri commenti|commenti (2)
Postato alle 14:43 di sabato, 21 giugno 2008

Ora comincio a pensare che la chiesa  e tutta quella cozzaglia catolica che abbiamo in parlamento difende la famiglia per continuare una lunga tradizione di subordinazione femminile e negazione della nostra libertà:

Quotidiano.net

Crema, badante sgozzata dall'ex compagno

La vittima è stata raggiunta dall'assassino con dei fendenti alla gola. L'aggressore sarebbe poi scappato a bordo di una auto scura.

Delitto passionale un cazzo!!!!!!!!!!!!!!!!! posisbile che ancora si pensi che uno ammazzi una donna perchè la ama?

ma in che cazzo di società viviamo? la donna è gudicata talmente inferiore che la si puo ammazzare come una mosca e poi l'assassino giusitificato?

ora chiedo direttamente agli uomini:

PERCHè CI AMMAZZATE?

è una vergogna che questi omicidi sono all'ordine del giorno perche si sta rafforzando una politica che vuole spostare il bersaglio verso gli stranieri e queste notizie passano in secondo piano come purtroppo passano in secondo piano le stesse donne.

Gli "uomini" italiani sono poco propensi di accettare che siamo essseri umani, liberi e che ci sappiamo imporre. ora berlusconi ha talgiato i fondi destinati allo sfuggire dai maschi violenti di famiglia vuole bloccare i processi dove sono comprese le violenze sulle donne con l'incoraggiamento e l'avviamento verso l'odio delle donne e la moltiplicazione di questi casi di femminicidio. Siamo in una società che si sta avviando verso l'estinzione femminile dettata da un odio misogino monosessuale.

chi fa del male ad una donna non è un uomo ma una merda.

gli uomini italiani ci considerano ancora secondo questi dettami cattolici, non a caso è un paese condizionato dalla chiesa:

- "Le donne dovrebbero essere segregate , perché sono la causa delle involontarie erezioni degli uomini santi". 

Le donne servono soprattutto per soddisfare la libidine degli uomini."
Giovanni Crisostomo, 349-407, grande dottore della Chiesa

"La donna è un essere inferiore, che non fu creato da Dio a Sua immagine. Secondo l’ordine naturale, le donne devono servire gli uomini."
Il padre della Chiesa Sant’Agostino, 354-430, considerato uno dei più importanti dottori della Chiesa

"Il valore principale della donna è costituito dalla sua capacità di partorire e dalla sua utilità nelle faccende domestiche."
Tommaso d’Aquino, santo e dottore della Chiesa, 1225-1275

"La sola consapevolezza del proprio essere dovrebbe costituire una vergogna per le donne."
Clemente Alessandrino, prima del 215

-"Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te»" (Genesi 3:16).
-"Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio."(1-Corinzi-11, 3)

-"Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore."( Colossesi-3, 18)
-"[le donne] ...ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo."(Tito-2,5)
-"E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna,ma la donna per l'uomo. (1-Corinzi 11,8)

 gli uomini ci considerano oggetti e loro serve. quest aè la causa della violenza sulle donne! La politica non muove un dito perchè ci considera allo stesso modo. E la violenza sulle donne non viene sensibilizzata anzi, si ribadisce ancora che siamo proprietà tramite questi manifesti che vanno a braccetto con le frasi della bibbia che ho incollato:

 

permalink | Leggi i commenti
Categorie del post: femminicidi Grazie per i vostri commenti|commenti

Mi presento


Clicca sul mio blog


Universo Femminile

Link

ciudad juarez

Questione femminile

Quello che le donne non dicono

flat

DONNA TV

una stanza tutta per se
ogo

Petizioni e banner

Blografando-Costruisce il tuo blog

progetto osservatorio di genere. FIRMA PETIZIONI

petizione

Petizione

difendiamo la 194

petizione

firma petizione

autodifesa

Categorie

Commenti recenti

Archivio

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008

Link amici

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore visite