Dalle sentenze, dai provvedimenti, dalle affermazioni di rappresentanti istituzionali, dall'orientamento culturale, dalle reazioni, dai metodi attraverso i quali l'informazione tratta questo argomento, ho tratto un decalogo che può essere utilissimo ad ogni donna stuprata. Abbiate pazienza: se queste cose le sapete prima, è meglio.
Dopo uno stupro, quando farete la denuncia, dovete sapere che succederà questo:
1 - Se lo stupro avverrà in casa vostra, se è stato vostro marito o il vostro fidanzato a stuprarvi e soprattutto se l'uomo che vi ha stuprato non è "straniero" sappiate che nessuno si occuperà di voi.
2 - Se lo stupro avverrà fuori casa e ne sarà responsabile un italiano sappiate che tutti vi diranno che un po' è colpa vostra, che ve la siete voluta e che avevate sicuramente un piano perverso per fare cattiverie al vostro stupratore.
3 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è un italiano ricordatevi che tutti cercheranno di giustificarlo: diranno che è depresso, malato, che è stato colto da un raptus o che era sotto l'effetto di strane droghe che lo trasformavano da potenziale candidato al premio nobel per il rispetto dei diritto umani a efferato criminale femminicida.
4 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è uno straniero ricordatevi che a nessuno comunque importerà di voi. Tutti saranno felici di strumentalizzarvi per realizzare piani politici razzisti e fascisti contro tutti gli immigrati, le immigrati finanche i bambini di etnie diverse dalla nostra.
5 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è uno straniero qualunque sia l'amministrazione comunale o governativa in carica sentirete sempre parlare di una parola della quale voi avete perso il senso: "sicurezza". Nessuno vi chiederà come mai eravate costretta a prendere il tram in periferia a tarda ora. Nessuno si interrogherà sulla vostra situazione economica. Nessuno si chiederà come mai voi avete persino difficoltà a pagarvi un avvocato. Ma tutti vi chiederanno di riconoscere che l'aministrazione in carica sta attuando grandissimi piani per la sicurezza dei cittadini.
6 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è un italiano sappiate che nel momento in cui voi vi lamenterete perchè il vostro stupratore è stato trattato con troppo riguardo, perchè tutti provano a giustificarne i gesti e nessuno riconosce in voi effettivamente una vera vittima allora strumentalizzeranno tutto questo per dimostrare che è necessario un controllo dei giudici da parte del governo e dunque sarebbe indispensabile una riforma della giustizia che renda più semplice a potenti, ricchi, cavalieri, uscire fuori dalle proprie disavventure giudiziarie senza perdere molto tempo.
7 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è uno straniero potreste trovarvi a sentire parlare di "ronde" e di "certezza della pena". Nessuno vi dirà mai che le ronde sono gruppi di persone che si dilettano in giri di controllo dei quartieri per trovare esseri umani dalla pelle di colore diversa dalla loro e pestarli a sangue. Nessuno vi dirà mai che la certezza della pena non vi regala alcuna autonomia. Nessuno vi parlerà mai di "certezza del reddito".
8 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è straniero sappiate che ci sono nazionalità precise non gradite al governo in carica: quella rumena, araba, nord e sud africana. Se vi stupra un americano o un europeo la vostra storia non troverà spazio in nessuna fonte di informazione o quasi.
9 - In qualunque luogo avvenga lo stupro sappiate che le fonti di informazione ufficiale solitamente vi tratteranno: a) da puttana; b) da povera vittima che ha bisogno del soccorso del macho forte; c) da persona che vive in un ambiente degradato "ove maturano questo tipo di reati"; d) da vittima al servizio del governo di destra o di centro-sinistra, eguali nelle strategie sulla "sicurezza" mirate alla limitazione della libertà dei cittadini e delle cittadine.
10 - Dopo lo stupro avrete la sensazione di essere stata stuprata altre mille volte da tutte le persone che vi hanno usata e hanno usato la violenza che vi hanno inflitto per gli scopi più svariati. Potreste chiedervi se avete fatto bene a denunciare, se effettivamente questo era il modo attraverso il quale voi volevate superare la vostra gravissima esperienza, se non era meglio che ve ne stavate chiuse in casa per non incontrare quello che vi ha stuprato la prima volta e tutti gli altri che a turno hanno continuato senza pietà a usarvi per i loro fini. Potreste chiedervi tutto questo ma innanzitutto continuate a ricordare che voi siete più importanti di tutti i fottuti e disumani stronzi che vi girano attorno come avvoltoi in attesa che il vostro cadavere gli sia utile per giustificare qualunque altra cosa.
Ecco, sapute tutte queste cose, semmai vi capitasse di essere stuprate potete immaginare alcune soluzioni: a) denunciare e rivolgersi immediatamente ad un centro antiviolenza laico che vi tutelerà da qualunque forma di strumentalizzazione e si occuperà di voi - senza mai attribuirvi la "colpa" di nulla - qualunque sia la provenienza, la collocazione sociale, la posizione economica, del vostro stupratore; b) espatriare verso stati come la Spagna che affrontano la questione in maniera assai più civile; c) fare un corso di autodifesa, formare una pink gang e difendervi da sole da chiunque.
Quattro anni fa, Helen, una ragazza che ora ha 29 anni, è stata violentata dopo una serata trascorsa in giro, nel West End, a Londra. I suoi stupratori non sono mai stati catturati, la polizia ha ammesso di aver commesso degli errori nelle indagini. Ma la donna ha ricevuto solo 8.250 sterline, invece di 11.000: una riduzione del 25 per cento del risarcimento. Perché "i fatti hanno mostrato che il suo eccessivo consumo di alcool ha contribuito a quanto avvenuto": così il Cica ha giustificato il 'taglio', in una lettera spedita alla donna. "E' crudele e sbagliato, perché non c'è nulla che si possa fare per impedire uno stupro. Non è illegale uscire e bere un drink, ma lo è violentare una donna" ha dichiarato la vittima.
La donna ha poi ottenuto l'intera somma dopo aver presentato ricorso, dimostrando che la giustificazione addotta rappresentava una discriminazione sessuale, perché non si può essere considerate responsabili per aver subito uno stupro. La prima decisione del Cica, ovviamente, ha sollevato le proteste dell'associazione "Women against rape" (donne contro lo stupro), che vi ha letto una versione riveduta delle accuse alle donne "provocatrici" in minigonna. "Una volta ci accusavano per quello che indossavamo, oggi per quello che beviamo" ha dichiarato Lisa Longstaff, membro del gruppo. In sostanza l'idea resta la stessa: è la vittima che se la va a cercare.
La Cica ha ammesso di aver commesso un errore nel caso di Helen e afferma che la sua politica non è quella di ridurre il risarcimento per le donne che abbiano consumato bevande alcoliche prima di subire uno stupro. L'Autorità però ha anche ammesso che negli ultimi 12 mesi altre 14 vittime di violenza sessuale hanno ricevuto una riduzione del risarcimento per lo stesso motivo.
Anche il ministro della Giustizia, Bridget Prentice, ha preso le distanze dalla prima decisione dalla Cica: "Non vogliamo ridurre i risarcimenti per le vittime di stupro, non è la nostra politica. Perché in nessun caso la vittima di uno stupro può essere considerata colpevole".
Fonte: Quotidiano.net
In America chi abusa di un bambino danno fino all'ergastolo. In Italia non solo le leggi vanno solo dai 10 ai 12 anni di detenzione ma non vengono nemmeno applicate, adirittura finisci ai domiciliari con tutti i confort se non rimani a piede libero come è gia successo pronto ad abusare di altre vite innocenti.

Notizia del giorno tanto per fare un esempio:
di online@quotidiano.net (online@quotidiano.net) Quotidiano.net - Ven 20 Giu - 12.30
I due arrestati sono Fabio Marchesani, 34 anni, assicuratore residente ad Arenzano, in provincia di Genova, e Giuseppe Nicola Di Caro, 21 anni, senza lavoro, residente a Modena. Il primo è accusato di violenza sessuale su una minore di 14 anni, atti osceni in luogo pubblico e atti sessuali in presenza di minore; il secondo deve rispondere di violenza sessuale su minore di 14 anni. I provvedimenti sono stati chiesti dal pm Flavio Lazzarini e firmati dal gip Milena Zavatti, sulla base delle indagini condotte dalla IV sezione della squadra mobile, diretta dal dottor Andrea Del Ferraro. Il dirigente della mobile Fabio Bernardi ha sottolineato la pericolosità degli incontri via Internet per i giovanissimi, che vengono facilmente plagiati dai malintenzionati, come avvenuto nel caso della tredicenne.
Gli accertamenti sono scattati ai primi di marzo, quando i genitori divorziati della ragazzina, che chiameremo Elisa, si sono presentati allufficio denunce della Questura, dopo avere scoperto laccaduto. Lincontro fra la tredicenne e Marchesani era avvenuto il precedente 4 marzo; la vicenda è emersa perché la sorella, poco più grande, aveva saputo che Elisa chattava con un uomo di 34 anni e laveva confidato al padre. Questultimo, senza ancora sapere tutta la verità, aveva interrotto laccesso a Internet e chiamato il diretto interessato per intimargli di non molestare più la figlia. "Per favore, non mi denunci", ha risposto lassicuratore, inducendo nel genitore il sospetto che ci fosse altro da scoprire. E stata la madre di unamica, alla quale Elisa aveva detto tutto, a spiegare alla mamma della tredicenne i reali termini della relazione.
La ragazzina e il trentaquattrenne, come ha poi raccontato la vittima al magistrato, si sono conosciuti alla fine di gennaio in chat. Lo scambio di messaggi via Internet e sul cellulare si è fatto sempre più fitto e sempre più esplicito: "Inizialmente gli avevo detto di avere 15 anni ha spiegato la vittima poi però gli ho detto la verità. Parlavamo spesso di sesso". Il 4 marzo scorso, lui è partito da Genova con la sua Audi e nel primo pomeriggio è arrivato fino al paese dellhinterland bolognese in cui abita la tredicenne. "Abbiamo girovagato in auto ha detto la ragazzina . Io allinizio ero un po intimidita". Poi, lui ha accostato al margine della strada e ha compiuto atti sessuali con la vittima. Le ha regalato un pupazzetto ed è tornato dalla famiglia ad Arenzano. La relazione è continuata con altri messaggi nei giorni successivi, fino allintervento del padre. Dalle indagini è emerso che Marchesani si era esibito per Elisa anche di fronte alla webcam. La ragazzina, completamente succube delladulto, raccoglieva tutto in una cartella sul pc, chiamata Le mie conversazioni, e questo ha permesso agli investigatori di documentare oltre ogni ragionevole dubbio lo squallido rapporto con luomo. Il quale, ben consapevole delletà di Elisa, prometteva di portare la tredicenne in vacanza "fra cinque anni".
Il precedente incontro con il ventunenne modenese, risalente al 14 dicembre, è stato rivelato dalla vittima durante laudizione protetta alla presenza di uno psicologo. Anche in quel caso il primo contatto è avvenuto in chat e il successivo appuntamento ha avuto come scenario labitazione della vittima. Dove, approfittando dellassenza della madre, il giovane modenese ha abusato di Elisa. Durante le indagini gli investigatori sono intervenuti per impedire un episodio analogo: Di Caro avrebbe plagiato con la stessa tecnica unaltra tredicenne e, dopo essersi presentato a prenderla fuori da scuola, lha condotta a casa di lei. Mentre i due stavano per entrare nellabitazione, dove sarebbero stati soli, i poliziotti sono entrati in azione, sventando unaltra potenziale violenza. Allalba di ieri, quando gli agenti gli hanno esibito lordinanza di custodia cautelare, il ragazzo ha esclamato: "Ma così non potrò andare in vacanza...".
Altra notizia scioccante negli usa ma con la differenza che i bambini americani almeno ottengono più giustizia. Mentre il nostro paese giudica la violenza sui bambini un reato minore. Un paese che si ritiene civile come puo' pensare questo? Il bambino sarà rovinato per tutt ala vita e preferiscono non rovinarla a quell'orco che darei in pasto ai coccodrilli. Mi complimento con la splendida giustizia degli usa e spero possano darci lezioni di civiltà :) almeno solo dalla parte della giustizia finchè continuano a esserci questi schifosi animali.
ANSA) - WASHINGTON, 23 GIU - Condannate all'ergastolo in Texas due persone che hanno costretto bambini anche di 5 anni a esibirsi in un pornoshow. I bambini venivano drogati con delle pillole particolari, e poi costretti agli abusi dei clienti-spettatori.La vicenda era venuta alla luce dopo che il proprietario dell'edificio nel 2004 decise di sfrattare il sex club. Sei in tutto le persone coinvolte nella vicenda, tra cui il genitore di tre bimbi che oggi hanno 12, 10 e 7 anni.

Link
Petizioni e banner
Categorie
Commenti recenti
Archivio
Link amici
Feeds
Contatore visite