Postato alle 00:07 di giovedì, 29 maggio 2008
L'infanticidio femminile

La donna in India, come in altri paesi asiatici, per esempio la Cina e la Corea del Sud, viene discriminata ancora prima di nascere. Questo accade perché nella maggior parte del paese la presenza di una figlia costituisce un peso economico per la famiglia, che dovrà mantenerla fino all'età del matrimonio, quando ella abbandonerà la casa paterna con una sostanziosa dote, dopo una lunga e costosa cerimonia. La nascita di una bambina, quindi, viene accolta in silenzio, addirittura con dolore, mentre quella di un bambino viene salutata con gioia e festeggiamenti. La levatrice riceverà soltanto 2 rupie se farà venire al mondo una femmina, 50 o 100 se nascerà un maschio. Ancora oggi, quindi, il valore di una donna si misura dal numero di figli maschi che partorisce.


Va poi da sé che tale preferenza per i maschi diventi, in India, forte motivo di discriminazione per le bambine, che vengono nutrite meno dei loro fratelli, meno curate quando si ammalano, meno vaccinate, molto meno istruite. Le conseguenze sono gravissime: esse muoiono con molta più frequenza dei maschietti nella prima infanzia, mentre anche nell' adolescenza fanno spesso registrare un tasso di morte superiore, a causa della pratica molto diffusa di darle in sposa in giovanissima età, che le sottopone a gravidanze precoci e quindi pericolose. In alcuni villaggi, ancora oggi, le neonate vengono addirittura uccise con metodi antichi, quasi rituali, mentre in tutto il paese si va diffondendo sempre più la pratica di utilizzare le tecnologie mediche per determinare in anticipo il sesso del feto e abortire se è femminile. Esistono vari metodi per uccidere le bambine: uno di questi consiste nel soffocare la neonata riempiendole la bocca di grossi chicchi di riso, in altri casi, invece, viene usato latte avvelenato con bacche di oleandro. In alcune famiglie, addirittura, il marito semina una pianta velenosa nel momento in cui la moglie concepisce il bambino, in modo da poterne disporre nel caso si tratti di una femmina.

Donna complice, peggio ancora madre complice, assimiliazione culturale?
Sottomissione patriarcale?
Sono coscienti le madri del loro terribile gesto?
Sono coscienti le madri che è infanticidio femminile?
Queste donne sono coscienti che la società patriarcale le ha contaminate?
Ruggero
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